Italia
Uno dei padri del neorealismo italiano, capace di raccontare la povertà del dopoguerra senza mai perdere di vista la dignità delle persone comuni.
Questa non è la filmografia completa di Vittorio De Sica. È una selezione personale dei suoi film.
Vittorio De Sica — 1946 — Italia — Bianco e nero
De Sica racconta l'amicizia tra due bambini come l'ultima cosa pura rimasta in una Roma del dopoguerra che corrompe tutto ciò che tocca, compresa l'innocenza.
Due piccoli lustrascarpe romani, amici inseparabili nella Roma povera del dopoguerra, si lasciano coinvolgere in un piccolo traffico illegale che li condurrà entrambi in un riformatorio, dove la loro amicizia viene messa a dura prova.
Vittorio De Sica — 1948 — Italia — Bianco e nero
Il film che ha definito il neorealismo italiano nel mondo. Una storia minima diventa, attraverso lo sguardo di De Sica, una domanda sulla dignità umana quando tutto il resto è stato tolto.
A Roma, nel dopoguerra, un uomo trova finalmente un lavoro che richiede una bicicletta. Quando gliela rubano, la cerca per la città insieme al figlio piccolo, mentre la dignità del padre si consuma davanti agli occhi del bambino.
Vittorio De Sica — 1952 — Italia — Bianco e nero
De Sica chiude la sua trilogia neorealista con il ritratto più spoglio. Un uomo solo, un cane e una città che non ha più alcun ruolo da offrirgli.
Un anziano pensionato romano, accompagnato solo dal suo cane, lotta ogni giorno contro la povertà e la minaccia di uno sfratto, mentre la città intorno a lui sembra non avere più posto per chi non produce più nulla.
Vittorio De Sica — 1970 — Italia — A colori
De Sica racconta la tragedia delle leggi razziali restando quasi sempre dentro il giardino di una villa, come se isolarsi dal mondo potesse davvero proteggere chi lo abita.
Nella Ferrara degli anni Trenta, una famiglia ebrea benestante continua a vivere isolata nel proprio giardino come se le leggi razziali che si stringono intorno a loro non potessero davvero toccarli.