
Pier Paolo Pasolini — 1968 — Italia — A colori
Pasolini affida quasi tutto il peso narrativo ai corpi e agli sguardi, riducendo i dialoghi all'essenziale e costruendo una parabola insieme religiosa e politica sul vuoto della borghesia italiana.
Un misterioso ospite si presenta in una villa borghese milanese e, attraendo a sé ciascuno dei suoi abitanti, ne disgrega lentamente le certezze.
Presentato in concorso a Venezia nel 1968, in pieno clima di contestazione, ha portato il cinema allegorico italiano a misurarsi apertamente con il sacro, anticipando la fase più radicale e meno narrativa del Pasolini degli anni successivi.
Osserva quanto poco i personaggi si parlino tra loro. Gran parte del film comunica attraverso sguardi e silenzi, in quasi totale assenza di musica diegetica.