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Locandina di La stanza del figlio

La stanza del figlio

Nanni Moretti2001ItaliaA colori

Moretti abbandona quasi del tutto l'ironia che l'aveva definito fino a quel momento e filma il lutto con una sobrietà quasi clinica. Lascia che il dolore emerga dai gesti più piccoli e ripetuti della vita di tutti i giorni, mai da un singolo momento di sfogo.

Uno psicoanalista di provincia vede la propria quotidianità, scandita da pazienti e piccoli rituali familiari, spezzarsi in una sola domenica quando suo figlio muore in un incidente improvviso.

malinconicointimoisolamentotempo
Complessità narrativa99 minDa vedere

Perché conta

Ha vinto la Palma d'Oro a Cannes nel 2001 e ha segnato una svolta nella carriera di Moretti. Per la prima volta l'autore metteva da parte l'autoironia politica e autobiografica per affrontare il lutto in una forma quasi pura, senza filtri satirici.

Cosa notare

Osserva quanto poco la macchina da presa insista sulle lacrime dei personaggi. Il film preferisce mostrare le abitudini quotidiane che continuano a funzionare anche quando tutto il resto si è fermato.